«E nulla dite, ci sentiam domandare—egli scriveva,—della musica del signor maestro Donizetti, della poesia del signor Romani?—Quanto alla musica non possiam che ripetere le lodi di cui essa fu già onorata. Alcuni vi notarono varie reminiscenze d'idee d'altri compositori. Ma, oltre che è difficile l'assicurare che sien vere reminiscenze, potendo due ingegni incontrarsi senza imitarsi, a molti scrittori anche insigni venne fatto di prendere da opere precedenti qualche idea, nè questo derogò alla lor fama, quando nel resto si mostrarono ricchi d'originalità.»
E ribattendo le osservazioni di alcuni, concludeva: «Per certo non si desidera musicale eloquenza nel duo del primo e del secondo atto, e nel finale del primo. L'aria: al dolce guidami, è commoventissima. E per tutta l'opera riluce quella somma dottrina nell'arte dell'armonia, per cui è celebre il signor Donizetti.»
Con la sua voce flebile, che carezzava e molceva le orecchie, che scendeva all'animo come una voce di paradiso, la cantante, sempre distesa sul sofà, battendo il tempo con una mano intonò l'adagio:
Al dolce guidami Castel natìo.
E il suo accento interpretava a perfezione quel canto stupendo, di una semplicità e di una grazia ideale, di un'espressione, che desta la più ineffabile mestizia.
Poi, guardando Roberto con piglio civettuòlo, e mentre egli le stringeva la mano, gorgheggiava con note limpidissime, terse, alate, per così dire,—con tanta facilità di emissione le uscivano dal labbro—l'aria:
Come, innocente giovane, Come mi hai scosso il core!
Ma già, prima che avesse finito, Roberto si era alzato, si era accostato al cembalo, e quando essa ebbe gettato l'ultimo suo gruppetto di note, scintillanti come le perle luminose e colorate di un piccolo fuoco d'artifizio, Roberto, accompagnandosi, e volgendosi per guardarla, intuonava a mezza voce le parole del tenore:
Deh, non voler costringere
A finto gaudio il viso.
Bella è la tua mestizia
Siccome il tuo sorriso!
—Bravo!—gridò Antonietta, che si era alzata anch'essa e si era avvicinata a Roberto, tendendogli la fronte sulla quale egli dava un bacio caldissimo.