Antonietta cantava.
Egli non poteva contemplarla, udirla senza estasi e senza fremiti nei momenti in cui, nel silenzio della sua casa, essa cantava per lui solo, tranquilla, dimentica della folla, degli applausi volgari, e prodigava per lui solo i prodigi del suo ingegno. Che cosa gl'importava di tutte quelle che aveva udito, lodato, applaudito, cercato sino allora?
E passava le intere giornate accanto a lei, amante, in un assoluto oblìo di tutto, beato di piacerle, di indovinare i suoi desiderii, beato di quello spontaneo sacrifizio che le faceva di tutto sè stesso in una abnegazione, in una devozione illimitata, accettata, professata con gioia, in una mite e attenta servitù che a lui era più cara di qualsiasi sovranità.
Universalmente conosciuto, ricco di amici, di aderenti; in tutte le città che visitava, il grande artista era veduto da pochi: viveva solo, silenzioso, rifuggente dai rumori, sempre come assorto in una interna visione. Si diceva di lui:—è innamorato!
Soltanto da poco tempo Antonietta e Roberto dimoravano nello stesso paese. La malattia di Roberto li aveva sempre tenuti disgiunti. Antonietta era andata a vederlo due o tre volte, nei periodi del riposo, che le lasciavano le sue rappresentazioni, quando egli non poteva uscire dalla sua camera, in una quieta campagna, vicino a Londra.
Aveva fatto tutti questi viaggi sola, accompagnata da Lina, che non vedeva se non per gli occhi di lei. In ogni città al suo arrivo aveva trovato adoratori già pronti ad umiliarsile, sospiranti, che rivelavano in bigliettini, fattile ingegnosamente recapitare, tutta la loro bestiale stoltezza. Ma la ragazza era tanto altera da non cedere a queste lusinghe, e le disprezzava, e aveva chiuso la sua porta a tutti gli oziosi, ai melensi, che calano a stormi, come le cavallette, egualmente molesti, dove apparisce una donna, giovane, bella, circondata di qualche mistero.
Naturalmente le era accaduto quello che accade a una donnina giovane, bella, che ride de' suoi presuntuosi pretendenti, che li pone in scompiglio col suo disprezzo. La calunnia aveva cercato di addentarla. Si ripetevano di lei quelle storielle con cui la canaglia elegante crede poter vendicarsi dei nobili orgogli che la sferzano, la puniscono, la respingono.
E le calunnie erano giunte a Roberto, avevano sibilato intorno a lui con la maggior energia, ma indarno. Tutte le volgarità della vita non potevano neppure sfiorarlo.
Insieme con Antonietta visitavano ora i monumenti, uscivano ad ammirare nelle giornate più miti gli splendori del cielo, della terra che si cuopriva di fiori. Contemperavano i loro entusiasmi, il loro affetto, le loro ammirazioni.
Che importava ormai a lui de' ritrovi, della società, che di tanto in tanto gli mandava le sue tentazioni, lo richiamava, cercava di riattirarlo a sè? Egli fuggiva tutto.