Non si raccontava, per esempio, che il Paganini aveva assassinato una donna; non si vendeva per le piazze un lamento, stampato in foglietti volanti, e le cui strofe erano sormontate da una grossolana incisione, che rappresentava il Paganini, affacciato alle inferriate della prigione?
Si aggiungeva che, carcerato, aveva ottenuto di poter suonare il violino per divertire la noia della prigionia, ma che il carceriere, per paura che si impiccasse, gli aveva lasciato soltanto allo strumento la quarta corda. Così egli aveva acquistato una delle sue più meravigliose abilità!…
Antonietta era giunta a Venezia, preceduta, accompagnata dalle calunnie, da una certa leggenda, che si era bisbigliata in certi piccoli crocchi per tutto dove era stata.
Naturalmente, come avviene in simili casi, si faceva una spaventevole confusione.
I mezzi di locomozione allora erano scarsi, lentissimi. Un fatto, accaduto a Firenze, arrivava per esempio a Venezia trasformato, modificato, abbellito, aggravato dalla fantasia, dai capricci, dalla malignità, dalla spensieratezza di tutti coloro per la cui bocca passava e, in certe congiunture, il numero di essi era davvero straordinario.
I giornaletti, che andavano per le mani de' più, non parlavano mai di delitti; reputati argomento troppo umile, o troppo abbietto. Ciò che oggi solletica tanto la curiosità, pareva indegno di attenzione.
Ma sul delitto del Vicolo della Luna si eran fatte chiacchiere anche a Venezia; il nome, notissimo, del pittore, che era stato vittima del latrocinio, dava al delitto una certa importanza.
Quando arrivarono a Venezia il Gandi e Antonietta, circa tre anni dopo, il nome del Gandi tornò ad essere ripetuto, unito a quello della cantante famosa; si fece il più strano accozzo di circostanze e, con la rapidità con cui si propalano le più ingiustificabili, le più inesplicabili voci, cominciò a serpeggiare la notizia più bislacca e più feroce.
La notizia giunse subito all'abate, lo tenne perplesso, gli parve assurda, divisò di parlarne subito con Antonietta.
Dopo essersi trattenuto più di un'ora, mandando in lungo la visita, dopo aver titubato, esitato, prese la ragazza in disparte, come se volesse parlarle in segreto.