—Un'espiazione sì, perchè qui siamo tutti colpevoli!… e mentre laggiù ci è un cadavere, un altro innocente è in galera per causa nostra.
—Innocente!… in galera!… che cosa dici?—domandò Antonietta, inorridita, alzandosi a sedere sul letto.
—Dico che il giovane, il quale fu condannato per la ferita fatta al signor Roberto… non è lui l'assassino….
Antonietta ricadde col capo sul guanciale.
—Ma parla…. parla….—soggiunse a stento, col volto tutto bagnato di lacrime, mentre cercava con una mano la mano di Lina.
—Sì, parlerò…. parlerò…. perchè altrimenti io sono sicura che Dio il quale già ha cominciato a punirci ci manderà altri più tremendi castighi…
Però la ragazza non andò più innanzi. La parola che stava per pronunziare sembrava le scottasse le labbra.
—Dunque,.. confidati—ripeteva Antonietta, attirando Lina verso di sè, e ben lungi dall'attendersi la rivelazione, che le doveva esser fatta.
—Ebbene—riprese tutta ansante Lina, dopo un breve momento di ansietà.—Sì, lo dirò… l'assassino del signor Gandi è stato… mio fratello!
E, dato un urlo, cadde stecchita sul pavimento.