Antonietta anch'essa per qualche tempo non fece alcun moto.
Le commozioni di quella notte ormai erano tali che si sarebbero spezzate fibre ben più robuste della sua.
Dopo il primo abbattimento, dopo la prostrazione, in cui gettano a un tratto le angosce supreme, avviene nell'animo umano una pronta reazione. La coscienza assopita si ridesta, le sofferenze divengono più generali, ma si fanno meno acute. La mente riacquista il privilegio funesto di poter esaminare, ragionare il dolore.
Antonietta poco appresso si scuoteva dalla sua atonia.
Guardava intorno a sè, e non vedendo Lina, la chiamò.
Sono qua!—rispose la sciagurata ragazza, sempre stesa sul tappeto, che cuopriva il pavimento.
E si strappava i capelli, e mandava imprecazioni, arrivata a uno stato di parossismo nel quale certo nessuno mai l'aveva veduta.
—Sono rovinata… rovinata… e tutto per lei… Se non fosse stato il suo amore con questo forestiero!
Antonietta non rispose.
Neppure in quel momento la sua indole fierissima le consentiva di venire a spiegazioni, a discussioni con una creatura come Lina, non ostante che le volesse un gran bene.