Ma Lina subito si alzava in ginocchioni, si avvicinava di nuovo al letto, prendeva le mani della sua padrona, e le cuopriva di baci, ripetendo, in mezzo alle lacrime:

—No… no… io sono un'ingrata… una cattiva… mi perdoni… io ho detto una cosa che non avrei dovuto mai dire… Sono tanto disperata!

E così, interrotta dai singhiozzi. Lina raccontò ad Antonietta tutto quello che sapeva sul delitto di Via della Luna, le sue scene col fratello, con Lucertolo, la condanna, la gogna di Nello, le angustie da lei patite, subite sin'allora, le lotte sostenute per non palesare la verità.

Quella effusione fra le due donne durò circa un'ora.

Antonietta aveva ascoltato tutti quei racconti, strabiliando, esterrefatta.

Vedeva chiaro, alla fine, la verità, che tante volte aveva sospettata.

Il suo amore era dunque una cosa fatale!

Già aveva spinto un uomo a darsi la morte, e per gli effetti del suo amore un altro, innocente, era precipitato in galera.

Ma, come avviene, nello sconforto profondo, mentre tutto cadeva, crollava, grondava sangue intorno a lei, essa sentiva avvivarsi e rinvigorirsi la sua passione per Roberto.

Le vere passioni si alimentano e crescono, divampano fra gli ostacoli.