Antonietta taceva, mentre Roberto era tutto intento a indovinare il segreto che le dava tanta ambascia.

La notte insonne, le emozioni provate in poche ore avevano lasciato sul volto delicato della giovane traccie spiccate.

Roberto si accorse che anche Lina piangeva.

Che cosa era dunque accaduto?

—Che c'è?—domandò a Lina con voce sommessa.

—Immense disgrazie!—costei rispose angosciata.

I più lugubri presentimenti si succedevano nell'animo di Roberto.

Il suicidio del Tittoli, l'abbattimento in cui aveva lasciato Antonietta già lo avevano predisposto alla malinconia, eccitando la sua sensibilità. Si era domandato fra sè e sè come mai il Tittoli fosse venuto a Venezia, avesse preso il partito di suicidarsi proprio al Teatro in mezzo ad una rappresentazione, mentre la sala era affollata, il pubblico, plaudente, allegro, sodisfatto.

Come mai aveva voluto morire con tanto clamore, circondare la sua morte di tanto apparato?

Questi pensieri da cui si era distratto per tornare ai pensieri del suo amore, che lo occupavano sempre, ora si facevano più insistenti.