Il trasporto fu quasi solenne; qualcuno, che si teneva nell'ombra, aveva pensato a tutto.
Sulla bara erano state deposte due grandi corone di fiori.
Tutta Venezia parlava del caso orrendo.
La leggenda popolare contro la bella cantante si ridestava più fosca che mai.
Nessuno poteva ora più trattenere la calunnia, neppure il buon abate
Pildani.
Il suicidio del Tittoli era collegato nel modo più strano dalla pubblica voce, sebbene inconsapevole, a qualche atto della vita passata di Antonietta.
La sera stessa in cui il cadavere del Tittoli fu condotto al cimitero,
Roberto prese in disparte Lina e le domandò molto concitato:
—E tuo fratello… l'assassino che mi ferì… è morto?
XVII.
La conversazione fra Roberto e Lina fu lunga. Non cessò fino al momento in cui Lina dovè andare ad aprire la porta. Un visitatore, a quanto pare molto vivace, aveva tirato giù tre o quattro scampanellate una dopo l'altra e con non piccola forza. Sembrava deciso, se non gli fosse subito aperto, a rimanere col campanello in mano piuttosto che desistere dal pensiero di entrare.