Era l'abate Pildani.

Lina lo fece subito passare nella sala dove si trovava Antonietta.

Roberto rimase in un salotto a confabulare con Lina.

—Buona sera, mia cara!—disse l'abate, tendendo la mano all'artista, che era quasi sepolta fra alcuni guanciali, in atteggiamento languidissimo.

—Buona sera, mio caro… maestro!—rispose Antonietta, con voce spenta.—Desiderava appunto di vederlo… Ho bisogno di lei!

—E io ti servirò volentieri, figliuola, in tutto quello che ti occorre. Ma come stai?…

—Oh, molto male… Non mi sono ancora riavuta dallo spavento dell'altra sera e credo che ne risentirò gli effetti per un pezzo…

—Conoscevi quel disgraziato!

—Sì, lo conoscevo!

—Però tu hai commesso una grande imprudenza.