—Ebbene…—rispose—canterò… Lo prometto.

—Brava!—E il buon vecchio, chinandosi, le dette un bacio sulla fronte.—E ora ti lascio!

E, ripreso l'ombrello, con un gesto come se volesse fargli dimenticare il lungo distacco da sè a cui l'aveva condannato, si accomiatò.

Il giorno dopo, tutto il palazzetto era sossopra.

Fu fissato che Antonietta e Roberto partirebbero con Lina da Venezia la sera appresso a quella in cui dovevano trovarsi alla festa della principessa, e si sarebbero diretti a Firenze. Appena arrivati, Lina si sarebbe presentata al capo della polizia o all'avvocato fiscale della Rota per fare le sue rivelazioni.

Intanto essa aveva già subito dato mano a preparare i bauli.

XVIII.

La sera convenuta Antonietta si recò alla festa, accompagnata da
Roberto e dall'abate Pildani.

Aveva fatto un grande sforzo per lasciarsi abbigliare, per vincere un cupo presentimento, che l'angustiava.

Pure arrivò alla festa, più bella, più seducente, più poetica che mai non fosse stata, nel suo pallore, nel soave languore che traspariva da tutta la vaghissima persona.