La principessa, anch'essa giovanissima, e di una bellezza portentosa, l'aveva accolta come una sorella non vista da molto tempo.

Varii gentiluomini avevano fatto gruppo intorno alla celebre artista, staccandosi uno a uno dalle signore con cui avevano sino allora parlato. Molte fronti si imbrunivano, molte labbra femminili erano sfiorate da sorrisi di geloso disprezzo.

Quella donna, che trionfava in modo così splendido, con tanta grazia ed affabilità, irritava, aizzava contro di sè molti amor proprii.

Una feroce insidia le era preparata quella sera; doveva esser vittima di una trama infernale.

Ad un certo punto, Antonietta si sentì male, fu colta da una specie di deliquio.

Si sedette, o piuttosto cadde sopra un sofà.

Tutti le furono attorno, le furono fatti respirare dei sali.

Mostrò il desiderio di rimaner sola per alcuni minuti.

La principessa allora la condusse fino alla soglia della sua camera, le disse che vi restasse quanto voleva, e richiuse l'uscio.

Antonietta dieci minuti dopo tornava nelle sale, compiutamente rimessa.