Nessuno era entrato nella camera, fuorchè Antonietta.

Mentre le due signore erano dinanzi allo stipo, estatiche, senza sapere che dirsi, entrò nella camera con gran disinvoltura un'altra signora, magra come la fame, con una testa secca che pareva un teschio, con un corpo smilzo come un bastone, e ravvolta in un abito sfarzoso, coperto di ricche trine.

—Principessa—disse lo scheletro elegante con la sua disinvoltura—abbiamo trovato ora questa perla nera davanti al sofà su cui era seduta la signora Amieri!

La dama armena guardò la perla, poi la principessa.

—Ma questa—ella soggiunse tremando—è una perla della mia collana!…

Antonietta, giunta a mezza scala, si era volta all'abate che le dava il braccio, dicendogli:

—Mi sono dimenticata di prender la musica… e ho lasciato anche il velo che devo mettermi intorno al collo.

—Torniamo indietro!—rispose l'Abate.

E, mentre la cantante entrava di nuovo nelle sale, tutti parlavano della sparizione della collana.

L'abate sentì a un tratto tremare il braccio di Antonietta.