Insieme con la principessa egli era in piedi dinanzi al sofà su cui giaceva Antonietta.

La vista di quel corpo inerte lo rendeva severo, implacabile.

—Ora—egli disse, dirigendosi alla principessa, mentre tutti tacevano—dobbiamo formar qui come un tribunale. Io domando, io supplico che mi sia raccontato il fatto di questa collana… a cui ho sentito alludere dianzi… Che cosa è la commedia, di cui si parlava?

Tutti tacevano, nessuno osava rispondere all'abate.

—Principessa, la scongiuro!—insistette il buon vecchio.—In nome della deferenza che ella mi ha sempre mostrato, per amore di questa ragazza, che soffre…

Antonietta si scuoteva sul canapè, punta da qualche spasimo. Si dichiarava in lei una crisi.

—Ebbene,—replicò la principessa,—ve lo dirò!

La principessa narrò come le fosse stata consegnata la collana, come si fosse accorta della sparizione… Nessuno era entrato nella camera, altro che la ragazza; non potevano esservi entrati i domestici.

—Ma la collana si ritroverà… ne sono certa-soggiungeva la principessa—non c'è che una falsa apparenza contro la ragazza, verso la quale vi giuro che avrei orrore di nutrire il menomo sospetto…

—Anch'io—riprese generosamente la dama armena, a cui apparteneva la collana…—Basta guardare quella ragazza, per escludere ogni accusa come un'infamia…