Presentatosi al direttore del Bagno, munito di tutte le necessarie autorizzazioni, domandò di vedere il galeotto Nello Bartelloni.

Il disgraziato dormiva.

Lucertolo si avvicinò al letto.

Nello era più pallido e più emaciato del solito.

Dormiva vestito della sua giacchetta di lana rossa, e tenendo in capo il berrettino rosso.

Aveva al piede sinistro l'anello in cui ogni mattina prima di andare al lavoro gli ribadivano la catena.

Lucertolo ripensò alla notte del 14 gennaio in cui tre anni prima egli si era accostato al lettuccio di Nello nel tugurio in piazza Luna, con ben altri pensieri.

Ah, se avesse allora potuto gridare, infondendo in tutti la sua convinzione:—non l'arrestiamo… riflettiamo… noi perseguitiamo un innocente!

Ma allora egli stesso era de' più accaniti, forse il più accanito contro Nello: era stato così contento di entrare per il primo nella sua tana, di strapparlo dal letto, di scuoprire gli oggetti nascosti sotto il piccolo materasso!

—Su, alzati!—disse Lucertolo, scuotendolo.