Il magistrato, il direttore, erano seduti: il birro stava in piedi dinanzi a loro.

—Raccontateci—chiese il direttore all'agente—come è stata riconosciuta l'innocenza di questo condannato!

—Sono tre anni—cominciò Lucertolo—tre anni che io faccio quasi ogni giorno ricerche continue a questo scopo… Dopo essermi tanto adoperato la sera in cui fu scoperto il delitto a cercare ogni traccia, che ci potesse aiutare a metter la mano sul colpevole, dopo aver creduto di esser riuscito ad arrestarlo, mi cominciarono a nascere fortissimi dubbi… Non ero persuaso che quel giovinastro avesse commesso lui, e specialmente lui solo, l'assassinio… Prima del processo, durante e dopo il processo, più volte mi parve di esser vicino a scuoprire la verità… Ma, appunto quando credeva di averla colta, mi sfuggiva… Appena mi pareva aver edificato qualche cosa con molto stento e molta fatica… il mio edificio rovinava… Gl'indizii che avevo accumulati, a uno a uno, erano distrutti da nuove e più ingegnose ipotesi di persone gravissime con le quali io parlava delle mie indagini… Un uomo, che io tenevo, se non per il solo autore, di certo per l'autore principale dell'assassinio, è morto… o dirò meglio, ha cercato di sottrarsi con la morte alle conseguenze delle mie ricerche, che egli aveva già subodorate…

—E chi era costui?—chiese il magistrato, serio, e attirato da quel racconto, che lo appassionava.

—Qui posso parlar chiaro—riprese l'agente con tuono di circospezione—… Era un certo Bobi Carminati, stato già pompiere, poi famiglio sotto gli ordini del capitan Bargello di Brozzi.

I due impiegati non poterono rattenere un'esclamazione di sorpresa.

—È il famiglio—osservò il direttore—che cadde nell'Arno di notte, mentre vi era una grossa piena, e di cui fu ritrovato il cadavere sformato e quasi irriconoscibile a Signa?

—Precisamente.

—Seguitate il vostro racconto!

—Dopo la condanna di Nello,—riprese Lucertolo—esaminando il tappeto, che era stato tolto dalla stanza, dinanzi la quale fu commesso il delitto la sera del 14 gennaio 1831, e che fu trovata illuminata da una lampada… fra le varie traccie lasciatevi dagli ufficiali e dagli agenti di polizia, che vi entrarono in quella sera, e che erano costretti a metter i piedi sulla gora del sangue, sparso per tutto davanti la porta… vidi le orme di un piede scalzo. Tali orme erano ripetute tre volte, e, sebbene imperfette, da esse poteva ricavarsi l'esatta misura del piede, che le aveva fatte… Nessuno degli ufficiali, degli agenti, entrati nella stanza era scalzo… dunque… io pensai… quest'orma è stata lasciata da qualcuno che è entrato prima di tutti, appena consumato il delitto, dall'assassino o dal suo complice!