Il bastone, che Lucertolo aveva in mano gli cadde, mentre egli faceva un gran gesto, e il birro si chinò per raccoglierlo. Ma, prima di rialzarsi, aveva riappiccato il discorso.

—Entrai,—diceva col suo vocione pieno, sonoro, e colorito dall'enfasi, messo in ùzzolo dalla persona con cui parlava—entrai nella catapecchia… Se avessero veduto!… Il vecchio livido, con le labbra schiumanti, la barba e i capelli giallognoli, gli occhi stralunati, le mani scarne, tese come artigli sul lenzuolo più nero che bianco… era quasi in agonia… Appena mi vide, la sua fisonomia prese un'espressione spaventevole…. Mi sentii agghiacciare dal modo con cui mi guardava quel moribondo… E restai perplesso, immobile, come se i miei piedi non potessero più staccarsi dal pavimento… Nella stamberguccia si trovavano altre persone. Una vecchia cieca, che borbottava certe preghiere in una lingua indiavolata… un vecchio zoppo, che scattava qua e là sorreggendosi sulle gruccie, che battevano con gran rumore sull'ammattonato… e sotto la finestra un ragazzaccio, più lurido anche della cieca e dello zoppo, un ragazzaccio storpio, il quale non poteva camminare altro che seduto, appoggiandosi con le mani al pavimento e spingendo innanzi le gambe… Erano gli ultimi esseri rimasti fedeli al moribondo!… Era una prova della carità inspirata alla disperazione che i disgraziati hanno fra loro!…

Il magistrato agitò in aria la mano sinistra, come per accennare all'agente di polizia che non deviasse in digressioni.

Tra i birri non pochi avevano pretensioni a letterati; ripetevano nei loro discorsi gli squarci dei predicatori, o brani di libri, in generale di devozione, che leggevano; alcuni, come il ben noto caporale Monti, erano poeti, improvvisatori; anzi le poesie del brioso caporale, quasi tutte di giocondissima vena, circolano anche oggi manoscritte fra certi impiegati della polizia.

Dobbiamo dire che il cuore dell'uomo abbia davvero bisogno di poesia, se la cerca e la trova perfino tra gli orrori del delitto, fra i gemiti delle vittime, fra il sangue che gronda, fra le gesta dei ladri e degli assassini, tra le acute, perseveranti indagini, e fra il cigolìo delle catene!

—Mentre stavo,—disse Lucertolo—così esitante… e proprio sbalordito dallo spettacolo che vedevo, dal tanfo, dal cattivo odore che ammorbava quella stanzaccia… mi vennero fissati gli occhi dinanzi a me, sulla parete vicino alla finestra… Mio Dio! che cosa vidi!… M'accostai… Scorsi nel muro una grossa scalfittura… altre scalfitture… Era facile riconoscere le traccie lasciate dai proiettili di cui era carica la mia pistola la notte in cui sparai il colpo nell'androne… Avevo dunque fatto fuoco in quella notte nella direzione della camera d'Isacco?… Ormai i miei dubbi principiavano a cadere… Alzai il lenzuolo di sul letto, scuoprii i piedi del morente: riscontrai l'orma… L'orma sanguinosa, da me trovata sul tappeto, era stata lasciata dal piede destro dell'ebreo; corrispondeva con la massima esattezza: la stessa lunghezza delle dita, la stessa curiosa conformazione della pianta del piede… Lo ricuoprii, e senza dir verbo mi slanciai nell'androne; uscii, corsi alla Rota… Gridai a tutti la mia scoperta… tornai accompagnato da un sostituto dell'Avvocato fiscale, da un cancelliere, dallo Scrivano della Piazza, dal tenente… Si figurino, quando traversammo il Ghetto, così di pieno giorno!… In pochi istanti la folla si pigiava alla porta, e su su si accalcava per le scale e per gli androni…

«Entrammo nella stanzaccia… Avevo già raccontato tutto quello che m'era accaduto la notte in cui mi avevan spezzato il dito… indicai le traccie dei proiettili nel muro… Insieme con un altro agente, Zampa di Ferro, aprimmo il tappeto che egli aveva portato, alzammo il lenzuolo… verificammo le orme sanguinose… Posammo sopra tutte il piede del vecchio… Non ci era che dire!… era lui! Tutti eravamo meravigliati, commossi!

«La vecchia cieca tendeva l'orecchio come per cogliere ogni parola, che sentiva pronunziare intorno a sè; lo zoppo, e lo storpiato, suo figliuolo, ci guardavano attoniti.

«Il vecchio Isacco metteva un esile rantolo come se si dibattesse negli ultimi istanti dell'agonia.

«Non vi era da perder tempo!