«Ad altre interrogazioni potè rispondere soltanto:
—Nello… innocente!
«Poi la sua testa cadde sulla spalla di Zampa di Ferro.
«Era morto!
«Rammentai a' miei compagni il grido di donna che avevo udito nel Ghetto la notte del delitto, prima che essi giungessero con l'Ispettore a cercare il ferito… Di sicuro la donna, che aveva gettato quel grido, era la stessa che aveva lasciato il suo velo nella misteriosa stanza del Vicolo, dalla quale era fuggita con Isacco dopo il delitto… Era la donna, che si trovava nella camera d'Isacco la notte in cui io aveva sparato la pistola…»
—E chi era?
A questa domanda del magistrato. Lucertolo rispose, facendo un atto di sdegno:
—Pur troppo non lo sappiamo!
—Ma l'asserzione dell'ebreo prova forse l'innocenza del galeotto che abbiamo nel nostro Bagno?—chiese il direttore al magistrato.—Come si spiega che egli sia stato trovato insanguinato e possessore degli oggetti preziosi rubati al ferito?
—Eh!—rispose il magistrato che era divenuto pensieroso, e che il fervore con cui esercitava la sua professione rendeva molto inclinato a studiare questo caso singolare.—L'asserzione del moribondo ha un gran peso… Se non prova assolutamente l'innocenza di questo Nello è tale da far nascere dubbii gravi, grandi perplessità nell'animo del giudice più severo… Qual magistrato sarebbe ora tranquillo di aver pronunziato una condanna dopo simili dichiarazioni?