—L'ebreo—ripigliò il magistrato—era entrato nella stanza dinanzi alla quale fu commesso il delitto… Vi era entrato come unico o principale autore di esso, come complice?… In ogni più rigida ipotesi, dunque, mancano ora i dati per chiarire in modo preciso la colpabilità del condannato…

—Notino—aggiunse Lucertolo—che il giovinastro è stato sempre mezzo idiota… che ha avuto, come si è rilevato da varii indizii, la manìa dei metalli… Io dubitai sempre che egli potesse aver commesso il delitto: prima per la sua gracilità, poi perchè un assassino non è naturale che si trascini il corpo dell'uomo, da lui ferito, davanti all'uscio della propria abitazione, e passi poi quell'uscio per andarsene a dormire, circondato da tutti gli oggetti derubati, e macchiato dal sangue della vittima… Di più: il giovinastro era stato udito cantare da un testimone all'incirca nell'ora in cui il delitto doveva esser consumato… Come si spiega un assassino che canta?… Invece l'interpretazione del fatto, che abbiamo trovata insieme con il celebre avvocato Arzellini, che fu il difensore dell'accusato, è la seguente:—L'idiota è uscito quella sera dalla sua tana, si è messo a cantare, appena ha sentito suonare un violino… ha inciampato nel corpo del ferito, lo ha tirato davanti alla sua porta, ha preso un lume, e lo ha spogliato della catena, dell'orologio, di uno spillo, insanguinandosi tutto… Lo ha spogliato di quegli oggetti che adescavano la sua manìa… gli ha lasciato però in tasca il portafogli…

—Ma che cosa ha deciso la Rota?… Revisione del processo?…—chiese il magistrato.

—No! no!—rispose il birro.—Nello era stato condannato; ma soltanto per un voto… Ormai si sa… e non si sarebbe saputo senza gli ultimi fatti… che il Presidente e un altro auditore votarono contro la condanna… L'avvocato Arzellini e insieme con lui il Presidente si sono dati grandi cure… hanno parlato ad alti personaggi… La dichiarazione d'Isacco, l'esser io riuscito a provare—e il birro acquistava una vera maestà, proferendo tali parole—che costui era entrato nella stanza e vi aveva lasciato traccie del suo piede… mutarono subito il disfavore che Nello ebbe sempre dal pubblico sin da che fu arrestato… E insomma Sua Altezza… che a giorni parte per Napoli dove va a sposare la R. Principessa Maria Antonia delle Due Sicilie ha fatto la grazia!… L'ebreo era di certo nella stanza quando fu consumato il delitto… Bobi Carminati forse ci era anche lui. Ora cercheremo la donna!

XX.

Lucertolo però non aveva raccontato a che bel rischio egli fosse sfuggito.

Carlo Tittoli, accortosi che sua madre prima di morire era stata derubata, aveva fatto disegno di scuoprire il colpevole.

Andò a interrogare la Nencia.

Le parlò del baule trovato tutto sossopra, del mazzetto di fiori, della lettera, che il ladro, nella fretta, richiudendo il baule, forse sentendo avvicinarsi qualcuno, aveva lasciato cadere.

Ma la Nencia, divenuta bianca nel volto, si gettò in ginocchioni, gridò, spergiurò che non solo essa non era stata, ma neppure poteva immaginare chi avesse osato tanto.