La paura del soprannaturale ha scosso sempre l'uomo; l'uomo, il cui animo è così pieno di misteriose, ineffabili singolarità; l'uomo, che anche ne' periodi ne' quali si dà per più incredulo, è tutto affaticato ad architettare e sognare prodigi!

Lucertolo sentì pigiare il letto.

Era la mano del fantasma, posata vicino a lui.

Non osava muoversi. La coscienza in quel momento gli rimordeva del furto commesso, e anche tenendosi così acquattato sotto le lenzuola gli pareva di scorgere la vecchia moribonda nel momento in cui, erano quasi due anni, gli accennava, dove aveva riposto il denaro, che egli doveva consegnare al figliuolo.

Poi udì smuovere e aprire i pochi mobili che erano nella camera; uno sbattere di cassetti.

Quindi di nuovo tutto tornò in silenzio, se non che l'orecchio del birro era percosso dal fiotto del vento, della pioggia, che batteva sui tetti e che arrivava fino a lui per la finestra sempre spalancata.

Cacciò il capo fuori delle lenzuola.

E questa volta dette un grido.

La stanza era rimasta all'oscuro, ma il fantasma non se n'era andato:
Lucertolo lo sentiva, o gli pareva di sentire che si muovesse sempre.

Un lampo guizzò, rischiarando all'improvviso la cameruccia.