—Non ho più fiato per legger tutto questo discorso!—concluse il
Brinda, rimettendo il giornaletto napoletano sul tavolino.

Il matrimonio del Granduca fu celebrato il 7 giugno.

Il 2 giugno il principe Corsini dava in Napoli un pranzo sontuoso al quale intervenivano i Ministri, Consiglieri e Segretarii di Stato, il Corpo diplomatico, i capi della Real Corte e altri personaggi.

Due grandi e magnifiche feste furono pure date la sera del 9 corrente, per le stesse faustissime circostanze, come dicevano i nobili anfitrioni, da S. E. il conte di Lebtzeltrn, inviato straordinario e ministro plenipotenziario a Napoli di S. M. l'Imperatore d'Austria; l'altra da S. E. il Principe Corsini. E fra gli stranieri più ragguardevoli che convennero a quelle feste, si notavano S. A. R. la Granduchessa di Baden e S. A. il Principe di Oldenburgo.

Raccogliamo queste notizie, che leggeva il maestro Brinda, perchè indarno i lettori le cercherebbero oggi così minute nei libri di storie.

XXIII.

Circa sei giorni dopo, nel salotto del Brinda, all'ora stessa in cui egli aveva ricevuto la prima visita della Amieri, tornata allora da Venezia, si trovavano il maestro, Antonietta, Roberto. Tutti e tre sedevano al solito tavolino, di faccia al ritratto del Rossini; bevevan la cioccolata, offerta dal Brinda, preparata da Ghita, e c'inzuppavano i gustosi biscottini, che manipolavano per il maestro le oblate di Santa Maria Maddalena de' Pazzi, nella cui chiesa egli aveva suonato l'organo per tanti anni.

—Ti ricordi—diceva Antonietta a Roberto—della prima volta che ci siamo incontrati qui?

—Bricconi! bricconi!—ripeteva il vecchio musicista, scrollando la testa.—Ed io che mi sgolavo a darvi lezioni di estetica… Altro che estetica!… Ora mi sono persuaso finalmente che l'estetica è buona a qualche cosa… a dar modo a due ragazzacci, che si vogliono bene, d'intendersi, mentre il maestro predica… E d'altronde anch'io ho fatto così… proprio come voialtri, quando ero giovane; così facevano mio padre e mio nonno, e il nonno del mio bisnonno, e la nonna della mia bisnonna… Beata gioventù! Beata gioventù! Ve lo canta anche il divino Mozart:

Giovinetti, che fate all'amore Non lasciate che passi l'età.