Fu necessario strappare Antonietta a quello spettacolo.
—Stasera e domattina—soggiunse il dottore, quando la porta fu riserrata—io parlerò di nuovo coi vecchi, li preparerò all'incontro… e domani sera, all'ora fissata, tutti loro verranno qui, e tenteremo l'esperimento.
—Riuscirà?—domandò Antonietta, ansiosa.
—Dio solo può saperlo, figliuola!—interruppe il Brinda.—La ragione umana muove da Lui.
—Che sarà di me?—e la povera ragazza si gettò singhiozzante tra le braccia del maestro.
—Lei è abbattuta!—ripigliò il medico—e per domani sera avrà bisogno di molta forza, di molto coraggio… Non deve passare tutte queste ore a piangere, ad angosciarsi… Bisogna cercare—disse, rivolto al Brinda e a Roberto—di distrarla.
Dacchè era giunta a Firenze, Antonietta, che aveva preso dimora ad un piano della stessa casa in cui abitava il Brinda, non era mai uscita, se non per recarsi all'Ospedale a domandar nuove de' suoi vecchi.
Un giorno aveva voluto rivedere la sua casupola in via degli Amieri, ma non le era bastato l'animo di rimanervi a lungo.
Il cuore le si schiantava alle memorie delle cure affettuose, che vi aveva ricevuto, dei giorni felici, che vi aveva trascorso, abbelliti dalla pietà, dall'amore immenso di un padre e di una madre, che Dio aveva messo ai lati della sua culla, come due veri angioli di bontà.