—I quadri non sono ritratti… in tutti è raffigurata la fisonomia con espressione così diversa che pare un'altra fisonomia, il pittore ha cambiato, ha fatto di suo capriccio, ma… il tipo c'è… c'è sempre il colore dei capelli e il modello di quel bel nasino… E' difficile che altri l'avverta, ma l'ho avvertito io che da anni aguzzo gli occhi sulle prove, sui corpi di quel delitto, ho esaminato centinaia, per non dire migliaia di volte, tutti gli oggetti che si trovavano in quella stanza per trarne una rivelazione… io, che dopo la confessione d'Isacco, dopo quello che avevo per induzione scoperto sul conto di tuo fratello ero in condizione di poter mettere in relazione tutte le circostanze stranissime, che avevano concorso al compimento del delitto, che lo avevano preceduto, accompagnato, seguito…

—Sognate!—interruppe Lina, che aveva ricuperato la sua baldanza.

—Sogno, sì, ed eccoti proprio quel che ho sognato… Ecco come ho rifatto la scena accaduta la sera del 14 gennaio… Il pittore era nella stanza con la ragazza di Via degli Amieri… Bobi doveva essere inferocito contro il pittore; forse egli ti sospettava di avere una tresca con lui, mentre stavi in casa sua alcune ore della giornata, forse sentiva sempre più vergogna, vedendo che egli ti tradiva, che amoreggiava con un'altra… Lo ha aspettato, nascosto nel Vicolo, e quando è uscito dal convegno lo ha pugnalato… Poi è fuggito… E' accorso Nello, il povero pazzo, ha frugato il ferito, lo ha trascinato sino all'entrata del suo tugurio, e si è gettato sul suo giaciglio, macchiato di sangue, e nascondendo gli oggetti preziosi, che aveva preso… Di dove è uscito Isacco? ove si trovava mentre si compieva il delitto? Come è entrato nella stanza? Qui principiano i miei dubbii… E' certo che egli non era un complice di Bobi, perchè è lui che ha salvato la ragazza, che l'ha portata pel Ghetto, che di là ha trovato modo di farla fuggire, aiutato certamente da te, bellissima Lina!…

E il birro cercava di afferrarla per le vegete braccia e attirarla a sè.

Lina si alzava tutta infuocata nel volto, lo respingeva, e gli domandava ansiosa:

—E che cosa ora intendete di fare?

Dopo alcuni istanti di pausa, il birro che figgeva in lei gli occhi imbambolati, soggiunse con piglio truce e severo:

—Intendo di fare il mio dovere… denunziar tutto alla giustizia… La mia nomina a capo agente è combattuta dai miei rivali… Si accorgeranno tutti sempre più che razza d'uomo è Lucertolo, e che con lui non si combatte!

—Lucertolo!…—disse Lina.

Il birro sgranava tanto d'occhi e tendeva le orecchie, avido di ascoltar quello che la ragazza faceva sembiante di voler dire…