Agatina non rispose.
Essa stringeva la mano del marito e ascoltava ansiosa, tutta tremante.
—È lei!… è lei!…—disse a un tratto, e lasciando la mano del cieco si precipitò nella stanza.
Ma al cembalo non vi era più alcuno. Conformandosi a' consigli ricevuti dai medici, Antonietta si era nascosta, appena aveva udito che la sua povera mamma si avvicinava.
E il nascondersi le era venuto opportuno. Dopo le prime note da lei emesse con tanto affetto, con tanta soavità; note di una canzone, che suo padre le aveva insegnato sin da bambina, e della quale aveva udito le migliaia di volte ripetere i motivi da lui e dalla madre, le lacrime le erano salite agli occhi e i singhiozzi la soffocavano.
Già il cieco aveva raggiunto la moglie nella stanza in cui era il cembalo.
—Non c'è nessuno! non c'è nessuno!—esclamò Agatina gettandosi al collo di Enrico.
I due vecchi piangevano a dirotto.
Le lacrime rigavano la maestosa e triste faccia del cieco come nella sera in cui, cessati i tocchi della campana del Bargello, era uscito insieme con la moglie in cerca della figliuola.
—Non c'è!… non c'è!…—ripeteva il vecchio, cupo, desolato.