Ma tutti e due quegli sventurati avevano provato una immensa commozione.

Quella acuta sensazione di dolore risvegliava lentamente la loro ragione, che una gioia immoderata avrebbe più che mai disordinato, travolto.

I vecchi non potevano scostarsi dal cembalo, Dimoraron nella stanza più che non solevano le altre sere: il cieco fece più volte, come era usato, scorrer le sue dita sulla tastiera.

Era una magnifica serata di estate.

Da due finestre, che si aprivano sopra un giardino, entrava un'aria carica di effluvii fragranti; il cielo nitido, e tutto un blando riso di luce, che diffondeva innanzi a sè un grandioso, stupendo tramonto.

Alla fine i vecchi risolvettero di allontanarsi.

Quando si mossero per uscire dalla stanza, cominciavano a cadere le prime lievi ombre della sera.

Parevano calmi, rassegnati.

—Non la rivedremo dunque più… più… la nostra angioletta!—diceva il cieco ad Agatina.

—Non ti ricordi—replicava la vecchiarella—quello che tu mi hai sempre risposto: che Dio…