—Andate ad avvertire il signor Avvocato Fiscale e il Cancelliere che il signor presidente vuol cominciare l'udienza…

L'usciere, che aveva lasciato la porta aperta, fece un cenno.

Altri due uscieri entrarono: e cavarono da due armadii le toghe dei magistrati.

—Il prigioniero è sceso?—domandò il presidente all'usciere capo, mentre questi gli legava con molta diligenza le facciòle.

—Sì, signor presidente: si trova nella stanza di custodia, accompagnato dall'agente Lucertolo che è ora di servizio alle carceri, e con il quale l'inquisito parla molto volentieri.

—L'Avvocato Fiscale, il Cancelliere sono già in sala d'udienza!…—disse, tornando con la toga già in dosso, e col berretto in mano, l'usciere, che era stato mandato a far l'ambasciata.

—Signori, sono pronti?—interrogò il presidente.

E visto che tutti avevano infilato la toga, aggiunse, rivolto al capo usciere:

—Dunque, possiamo andare!

—Prendete!—disse all'usciere l'auditore Pantellini, relatore nella causa, tendendogli, con un gesto molto brusco, un grosso fascio di fogli.