—Oh!—esclamò Lucertolo a tal vista, alzando il labbro superiore, con espressione di vera meraviglia.

Osservò ben bene la macchia, poi la ricoprì subito con altra di quella sozzura.

Non bisognava distruggere tale indizio, se pur fosse un indizio!

Intanto chiudeva nel foglio accuratamente gli atomi insanguinati, e si metteva il foglio in tasca, riserbandosi di sottoporre il contenuto agli esami di persone più autorevoli di lui, e di valersene come sarebbe stato meglio.

Frugò tutta la cucina, infuriato, quasi un ladro che stesse in timore di esser sorpreso; gli premeva di non farsi trovar lì dalla Sguancia.

E teneva sempre l'orecchio teso verso la scala per sentire se ella scendesse.

Non trovò nulla, e stava per uscire, quando a un tratto vide una catinella sbocconcellata, e screpolata, in un angolo del camino.

La prese, la guardò; niente che attraesse la sua attenzione.

La catinelletta era piena di cenere.

Gli venne in mente di rovesciarla.