Le acque del fiume ingrossato, gorgogliando, mulinando, levavano alto rumore.

—Devono essere in diversi—ripetè l'altro birro, appena articolando la voce.—Gli ho sentiti dianzi al correre, e poi si capisce… perchè hanno tirato insieme due colpi, e, come hai veduto, i colpi scattavano da due schioppi l'uno poco distante dall'altro.

—Aspettiamo!—disse il Carminati.

Intanto il suo compagno stava in orecchi per accertarsi se gli altri si movessero.

I malandrini erano sei.

Tre di loro, al momento in cui si erano incontrati ne' famigli, andavano di corsa, e ciascuno portava in spalla un grosso sacco: gli altri due seguivano con gli schioppi carichi in mano, e pronti a far fuoco nel caso che si avvedessero di esser sorpresi o inseguiti.

Venivano dall'aver commesso un furto in una casa colonica.

Le notizie di ciò che era accaduto la notte verso la sponda dell'Arno erano state recate la mattina a Firenze dallo stesso famiglio, che insieme col Carminati aveva affrontato i malviventi.

E le notizie erano davvero straordinarie, e tutta la gente che si trovava quella sera in Piazza del Granduca ne parlava; ognuno, travisando il racconto a suo modo, vi aggiungeva, vi toglieva, lo modificava a suo talento.

Ma più incaloriti di tutti nel discorrere, nel gesticolare apparivano i birri, che a tale ora calavano ogni sera nella Piazza.