Il famiglio, trattenuto da' superiori a Firenze, era chiamato da un gruppo all'altro e a tutti ripeteva la sua storia.
Ed eccola ne' suoi particolari.
—Io mi era gettato quasi in terra—raccontava il famiglio—e aspettava ansiosamente quello che avrebbero fatto costoro, che si dovevano trovare a venti o trenta passi di distanza… Per un quarto d'ora circa non ho udito altro che scrosciar l'acqua e il fischiare del vento… Ad un tratto mi par di sentir qualcuno che si muove… passi che si fanno, a poco a poco, precipitosi… Accosto l'orecchio quasi alla terra e subito sento che a poca distanza da noi sette o otto persone almeno fuggivano.
Il famiglio esagerava a bella posta per aumentare l'importanza del pericolo da lui corso.
—Allora—continuava—io chiamo: Bobi! Bobi!… ma nessuno risponde. Pensai che, mentre io era intento a vigilare i movimenti dei malandrini, il Carminati si fosse allontanato allo stesso scopo… Chiamai più forte… non ebbi daccapo nessuna risposta… Senza più pensare ai malandrini, se si fossero tutti dati alla fuga, o se qualcuno ne rimanesse, io apro la lanterna e guardo tutt'all'intorno… In quell'istante sento verso l'acqua un gemito acuto, un grido di: aiuto, aiuto!… Il vento impetuoso mi spense la lanterna!
—E poi? e poi?—domandava la gente raccapriccita a questo punto del racconto.
Il famiglio, dando a divedere una estrema commozione, ripigliava tutto conturbato:
—Non mi è riuscito, per quanto abbia fatto, di riaccendere la lanterna.. Ho chiamato cinque o sei volte il Carminati, e ad alta voce… ma sempre senza risposta… Allora ho avuto un brutto presentimento… Ma come fare? Non mi restava altro che tornare indietro, fermarmi alla prima casa, e poi venir di nuovo lì con lumi e accompagnato da altri… Pratico come sono di que' luoghi, feci il conto che in mezz'ora sarei arrivato a svegliare una famiglia di contadini, che abitavano in una casa poco lontana… e sarei tornato. Mi tenni a questa idea… E quasi una mezz'ora dopo arrivo, preceduto da lumi, circondato da gente con schioppi e altri lumi, al punto dal quale insieme al Carminati avevamo fatte le prime intimazioni… Tutti chiamammo il Carminati, e sempre indarno… Allora ci mettemmo a cercare… Fatti una diecina di passi, vedemmo poco lontano da noi tre sacchi, gettati sull'erba, uno qua, uno là… Due erano pieni di farina, uno di grano. Quello era il bottino lasciato dai malandrini…
—E il Carminati?—interrompevano i curiosi.
—Non si trovava… Finalmente, mi viene un pensiero… Che si sia avanzato verso l'acqua e nel buio… con la piena… Su, ragazzi… dico ai contadini che mi accompagnavano, guardiamo un poco giù verso il fiume… alle volte… non vorrei fosse successo… Tutti gettarono un grido d'orrore. Camminammo alcuni secondi nel più tetro silenzio… Vi assicuro che il cuore mi batteva! Alla fine un giovinotto, che andava innanzi a tutti, dette un urlo.