Allora lo studioso cessò di nuovo la lettura, e guardando la porta con un lieve sorriso che rivelava un sentimento dei più teneri e soavi, domandò:
—Chi è?
—Io!—rispose una vocina molle, carezzosa, la quale si capiva che doveva vibrar su due labbra anch'esse sorridenti in quel momento.
La porta si aprì, ed entrò una giovane signora, ravviluppata in una magnifica veste da camera, coi capelli sciolti e cadenti sulle spalle in un disordine delizioso.
L'uomo si alzò dalla poltrona, lasciò il banco, i libri, i fogli, e come dimentico di tutto, corse incontro alla incantevole visione…
Pareva un altro.
Gli occhi erano coruscanti, da tutta la fisonomia gli traspariva una grande contentezza.
Baciò le mani, che gli tendeva la giovane signora, le ribaciò, e la guardava quasi estatico.
—È tanto che batto lì alla porta!—essa disse, rivolgendosi indietro.
—O come?