—Tu eri forse troppo occupato, e non mi hai sentito… Sai che ho ordine di non entrare qui nello studio senza avvertirti… E non volevo, entrando all'improvviso, procurarti uno di quei sussulti, che anche il medico ha detto ti sono molto nocivi, e che ti procura facilmente il più piccolo rumore, quando sei tutto distratto, pensoso, in mezzo a' tuoi scartafacci.
La giovane sorrideva con un'espressione quasi celeste.
Fra lei e il marito vi era una notabile differenza di età, poichè essi aveva oltrepassati di poco i ventotto anni: il marito si avvicinava ai sessanta.
Ma essa lo adorava: e que' due cuori battevano uno per l'altro con tutto l'entusiasmo sincero delle vere e profonde affezioni.
—Ti levi ora, mia cara!—disse l'uomo grave, e piuttosto corpulento.—E' il primo raggio di sole che entra nella mia stanza.—E tutto ilare le accarezzava i bei capelli biondi.—Vieni, siedi…
—No! no!… c'è un tale che aspetta da una mezz'ora in anticamera, e che dice ha bisogno di parlarti ad ogni costo… Non ti hanno avvisato perchè al solito ho voluto esser io la prima, come tutte le mattine, a entrare nello studio.
E gettava le sue braccia, che uscivano nude e meravigliose di venustà dalle ampie maniche, al collo del marito.
Egli accoglieva con giubilo, con una allegria giovanile quelle caste effusioni: la sua testa intelligente si appoggiava ad una spalla della graziosa signora, e si rialzava come irradiata da lampi di tenerezza.
—Tu sei il mio angiolo, Ilma—ripeteva il marito innamorato—il mio caro angiolo, nessuno può esser più felice di quanto sono io nell'amarti… Oggi pensi di uscire?… quali sono i tuoi disegni per la giornata?… parla, Ilma, da' ordini al tuo schiavo, che è così orgoglioso di obbedirti.
E l'uomo serio, lo scienziato, faceva un gesto di amabile ostentazione, inchinandosi dinanzi alla moglie, e rimirandola come se pendesse dal suo labbro per ascoltare i comandi, che a lei fosse piaciuto di impartirgli.