Eseguire quei comandi preziosi, esaudire i desiderii di colei che aveva tutto il suo amore, era per lui sempre la più grande consolazione della giornata.

—Dunque parliamo!

E così dicendo, aveva porto il braccio alla moglie, e con lei si era messo a fare alcuni passi per la stanza, tutto gaio e quasi leggero nella sua corpulenza.

—Ma…—interrompeva la moglie—di là c'è sempre quell'uomo… E pare che abbia un affare di gran premura.

—Hai ragione! hai ragione!… Ha detto chi è?

—Sì.

—Chi?

—Un agente della polizia.

—Un agente?… che cosa vuole?—domandò a se stesso l'avvocato
Arzellini (poichè siamo appunto nello studio del celebre avvocato).

—Basta!… io ti lascio!…—disse la signora Arzellini, avvicinandosi alla porta e, prima di uscire, facendo al marito con la sua mano bianca un affettuoso cenno di addio.