—E a quale proposito?—domandò la principessa con l'alterezza che usava con i suoi e onde solea sfidare i colpi della fortuna.
—Si prepari Vostra Eccellenza a udire una brutta notizia.
—Parlate!—disse la principessa già in collera.
L'uomo cercava in una tasca del suo abito.
La mezza oscurità in cui eran rimasti sin allora e che era sì propizia allo stato di animo, alla disposizione al fantasticare in cui tutti e tre si trovavano, prima che giungesse il campagnuolo, conferiva ora solennità alla scena.
—Stamani,—continuò l'intendente con accento fiero e scolpito,—abbiamo trovato un uomo impiccato a una inferriata del castello…. È provato che egli s'è impiccato, durante la notte, mentre imperversava l'uragano tra le raffiche del vento e una pioggia fortissima…. Aveva posto sotto una pietra su la soglia della gran porta di mezzo questa lettera….
E porse alla principessa un gran plico, che teneva in mano già da qualche istante.
La principessa esitava.
—La lettera è indirizzata a V. E.,—proseguì l'intendente.
—E chi è l'impiccato?—disse negligentemente la principessa, prendendo il plico.