La principessa, nella sua concitazione, aveva veduto illuminata la sala da pranzo e vi era entrata, facendo segno all'intendente, che la seguiva, di richiuder la porta. Un'altra porta, di rimpetto, era chiusa.

Enrica si accasciò su una sedia e disse all'intendente:

—Continuate!

—Poco ho da aggiungere a V. E. Il nominato Ciccillo Jannacone, da qualche tempo, era pazzo. Avea, da molto, lasciato il suo lavoro, e girava sempre intorno al parco: si recava spesso, sopra tutto di notte, alla casetta ove avea passato tanti anni: e vi è stato visto più volte, seduto sugli scalini della porta…. Un contadino l'ha veduto arrampicarsi al muro e baciar più volte il davanzale della finestra della camera, già abitata dal suo figliuolo. In breve, Ciccillo Jannacone tre settimane or sono entrò nel parco e vi è rimasto, nutrendosi non si sa come…. Non si sa ove passasse le notti…. si vedea talvolta sgattaiolare fra gli alberi, nella foresta, come un animale inseguito, si perdeva d'occhio….

Era lacero, scarmigliato, e avea varie ferite…. I cani del castello l'aveano un giorno addentato. Stamani, io, per il primo, ho esaminato il corpo del vecchio per accertarmi s'egli era morto; assicuro V. E. che quel corpo era sì straziato dai denti degli animali, dalle punture degl'insetti nocivi, forse dai rovi che il vecchio nella sua demenza non sapeva scansare, dalle stesse intemperie, ch'io ho detto, se non si fosse impiccato, avremmo trovato uno di questi giorni Ciccillo morto lungo la strada della foresta…. E debbo aggiungere un particolare a V. E. Sembra che il povero Ciccillo non avesse idea di uccidersi…. Il casiere del castello dice che stanotte ha udito dare varii colpi sull'uscio, ma ha creduto fosse il vento che smuoveva i battenti. Certo il fragore, lo scrosciare dell'uragano ne attuavano i colpi…. Si crede fosse l'infelice Ciccillo, il quale, non potendo più sostenere la crudezza della tempesta, fosse venuto a chieder asilo, soccorso…. Chi sa…. può darsi…. Tutti piangono la morte del vecchio: tutti maledicono al figliuolo assassino, causa di tanta desolazione.

L'intendente, come ligio alla casa del duca, e fino allora anima dannata, cieco schiavo della duchessa, non era fra quelli che credevano all'innocenza di Roberto.

Egli singhiozzava.

La principessa era rimasta imperterrita.

Uscì alfine dalla sua gola come un ruggito: un che di terribile e di indistinto: crollò la testa, e i suoi belli e lunghi capelli si arruffarono un istante: non altrimenti un leone tien irta la criniera nel procinto di avventarsi ad alcuno.

—Siete licenziato dal mio servizio!—mormorò, per tutta risposta.—Dite qual rimunerazione volete, qual compenso vi spetta, ma desidero lasciate fra due giorni e, se si può, domani, il vostro posto.