Il Venosa le raccontò con molta commozione l'assassinio del conte di Squirace nel modo si credeva, generalmente, fosse avvenuto e ch'egli stesso, cresciuto in età, avea udito raccontare più volte nella sua famiglia.

—Mio cugino, figuratevi,—aggiungeva Adolfo,—era un bel giovane, elegante, uno di quei giovani che non si curano d'altro, se non di far una vita allegra… almeno essi la chiaman così… era conosciuto da tutta Napoli….

—E l'assassino?—chiese Diana, ben lungi dall'immaginare in quale stretta, sin allora ignota relazione, ella fosse con lui.

—L'assassino, anch'egli un bellissimo giovane, e di più… un valoroso. Avea compiuto atti eroici; avea salvato la vita, e le ricchezze a molti; uscito da una condizione oscura, si era inalzato, si era fatto amare per la sua virtù….

Diana piangeva.

—O come mai,—ella disse,—questo giovane sì bravo, sì buono, potè assassinare vostro cugino?

—Ecco il gran punto… cara Diana,—esclamò il Venosa, e la voce gli tremava.—Mio padre, ripeto, nutriva l'assoluta convinzione che costui non avesse assassinato il conte.

—È strano che Giacinto Venosa… vostro padre… ch'io ho ben conosciuto, potesse pensare che un uomo, senz'alcuna colpa, sia per anni e anni sottoposto alle più atroci sofferenze, chiuso in una prigione.

—Fu questo un segreto martirio della sua vita… ed è per ciò appunto che or ora io ho sospirato…. Chiamatomi a sè, durante la sua lunga malattia, un giorno ch'egli avea potuto alzarsi e la poltrona su cui si adagiava era stata spinta nel giardino, fra quelle piante, che gli piaceva tanto di rivedere, mi disse:—Ti ho già parlato più volte di quel giovinetto che deve esser ormai un uomo maturo… forse un vecchio per i patimenti del carcere…. Egli non è un assassino: è una vittima…. Sono sicuro che il conte di Squirace non avea mai avuto alcun rapporto con lui…. Sento impossibile una causa di rancore fra loro. Quando la nostra famiglia volle costituirsi parte civile, io mi opposi, come potevo, senza urtare certi legittimi sentimenti, poichè non avea nulla, se non la mia opinione, da metter a contrasto con certi gravi indizi…. L'animo mi diceva che un avvocato accusatore sarebbe stato una nuova e valida forza a intorbidare quella causa, a impedire, contro un infelice che si scoprisse il vero!

E prendendomi per mano,—continuava il Venosa,—il mio vecchio padre mi affermò ch'egli avea lavorato molto, pensato molto, dacchè il giovane era in prigione, allo scopo di porne in luce l'innocenza…. Che era già su una traccia… che non volea confidarmi nulla, poichè si trattava di meri sospetti; e, sentendosi vicino alla sua fine, non voleva lasciar la vita, accusando e forse calunniando taluno. Ma,—mi disse,—tu, figliuolo mio, promettimi che ti adopererai allo stesso scopo, in cui mi sono io adoperato indarno; al trionfo di un innocente….