—Del supposto assassino, come diceva vostro padre,—interruppe Diana.
—Ecco Diana… testolina esaltata,—esclamò il marchese,—ella ormai simpatizza col prigioniero….
—Sicuro,—rispose Diana.—Chi soffre ha sempre la mia simpatia… E quell'infelice non avea una moglie, una figlia?…
—No, egli non avea se non il padre: uomo rispettabilissimo, cattolico fervente, il cui suicidio, appunto per le idee religiose da lui professate con tanto zelo, deve aver molto turbato i suoi amici e compagni…. Mio padre dicea sempre di lui: è una grand'anima….
Diana rifletteva a questo vecchio cristiano, spinto dalla follìa, cagionata dal dolore, al suicidio: rifletteva a quel giovane valoroso, stimato, condannato a un tratto come assassino, per un fatto inesplicabile.
Le sue simpatie crescevano per questa famiglia di sventurati: uno de' quali sceso con violenza nel sepolcro: l'altro chiuso vivo in una tomba d'altra specie.
—C'è qualche cosa d'incomprensibile,—disse,—di straziante nella sorte che perseguita questa famiglia. Il padre è lasciato solo, senza cure, senza conforti, a errare nei boschi, non trova pace altro che nel suicidio; ed è un uomo che tutti dicono virtuoso, esemplare: il figlio è condannato, senza che si difenda… e da uomini ragguardevoli, com'era vostro padre, è creduto innocente…. L'opinione di vostro padre ha per me maggior peso della vostra,—disse Diana, bellissima nella sua indignazione, volgendosi al Venosa.—S'io avessi conosciuto quel vecchio, che s'è tolta la vita in modo sì strano, lo avrei aiutato a vivere, soccorso, consolato; accetto io l'incarico, che a voi affidava vostro padre…. Una donna vi darà l'esempio che certe debolezze sono intempestive…. Bisogna, mio caro amico, saper lottare per chi soffre: bisogna saper inchinarsi verso gl'infelici: bisogna, sopra tutto, saper vincere con energia certi pregiudizi, certi egoismi, che ci rendon cattivi….
Il marchese sorrideva di quell'entusiasmo: egli non era uomo che potesse comprenderlo.
Diana, in un istante, credeva esser guarita dalle sue gelosie verso la principessa e il Venosa: paragonava grandi dolori, de' quali avea udito parlare, con certi suoi risentimenti; e questi ultimi le parevano inezie.
Dopo un breve silenzio, ella disse a Adolfo: