Andava, veniva per la prigione: alcune sentinelle, anzi, lo salutavano familiarmente.
Il soprintendente s'intratteneva spesso con lui: lo avrebbe voluto far entrare nella sua casa, ma i regolamenti vi si opponevano. La moglie del soprintendente procurava, di soppiatto, a Roberto, cibi delicati, affinchè egli potesse nutrirsi meglio che stando all'ordinario della prigione: gli forniva vino, liquori.
Filippo Cardella, il soprintendente, antico marinaro, siccome abbiam detto, discorreva volentieri con Roberto, sulla professione da lui un tempo esercitata, su le peripezie sofferte, su le avventure, sui paesi veduti. Anche Roberto potea dir molto in tale argomento e non se ne rimaneva; sapeva così di cattivarsi l'animo di quell'uomo; e, benchè molto modesto, egli volle raccontar un giorno al soprintendente gli atti d'eroismo, ch'avea compiuti in occasione del naufragio.
Il Cardella lo ascoltava commosso, e, battendosi la fronte, esclamava, come avea fatto in altre congiunture:
—Non so spiegarmi in che modo voi vi troviate qui…. e per un sì grave delitto…. Debbo confessarvelo?… Invece di temervi, vi rispetto: invece di disprezzarvi, o compatirvi, sento che voi siete uomo di virtù molto superiori alle mie, e di pochi, che passano per onesti nel mondo, mi fiderei come di voi, che siete qui con nome d'assassino.
Roberto provava un po' di rimorso.
Egli mal corrispondeva a tanta fiducia; così pensava nella sua squisitezza di carattere; poichè cercava, con lo studio che poneva nel preparar la sua fuga, di compromettere un tale amico, di dar alla bontà di lui ben tristo guiderdone.
Ma egli ardeva di riveder Enrica, di domandarle conto della sua perfidia: per gioire di quell'istante tremendo gli sarebbe sembrato un nulla fin la sua vita.
Corsero anni, prima ch'egli potesse possedere gli oggetti necessari al suo scampo: una scala formata di corde, una lima.
Raccoglieva pazientemente per la sua scala tutte le cordicelle, tutti i piccoli stracci che trovava: e lavorava, di notte, nel formarla a pezzo a pezzo; nè gli rincresceva il lavorar cinque o sei mesi a farne pochi centimetri.