Roberto, guardandolo, sospirava.

Andò a vedere il pertugio pel quale era entrato lo sconosciuto; perchè egli non sapea ancora chi fosse.

E chi potea essere quel misterioso personaggio?

Le tre pietre, che eran cadute, parean non divelte, ma tagliate con un'abile incisione.

—È il mio segreto di lavorare…. In tal guisa, per tanti anni, ho potuto tener occulto ciò che facevo. Quelle pietre possono esser rimesse al posto, senza che niuno si avvegga che sono state smosse,—disse lo sconosciuto, che avea sorpreso un'occhiata di Roberto.

—Tornate alla vostra prigione,—disse Roberto, dopo breve riflessione.—Più tardi, dopo la cena, ci rivedremo… Di notte non si fanno visite da questo lato del castello…. voi apparite loro tanto malato, che non vi suppongono capace di tentar una fuga: in me hanno piena fiducia e….

A un tratto Roberto s'interruppe. Gli cadde in animo d'aver detto troppo. Se costui fosse una spia?

Ma lo scrutò; nel suo volto si leggeva ben altro che la perfidia, o qualsiasi sentimento insidioso.

—Andate! andate!—e richiudeva ermeticamente, dietro al prigioniero, il pertugio.

Quasi subito udì un rumore di passi nel corridoio.