Egli non aveva più alcuno al mondo che lo amasse; non potea indovinare ciò che Diana, la gentile fanciulla, facea, perchè trionfasse la innocenza di lui; e sapeva che, morto il padre, non gli restavano altro che nemici.

A che pro una lotta con essi?

Il sacro dolore che l'opprimea gli dava a sentir più forte la vanità della vita.

—No, no,—ripetè al prigioniero,—non dovete disperarvi di più…. rivedrete il vostro figliuolo!

—Che dite?…—esclamò l'altro, scendendo dal letto, e rimanendo in piedi. La sicurezza con cui Roberto parlava lo aveva scosso. Splendeva a lui di nuovo un raggio di speranza. E, sia pur debole, gli uomini infelici sono sempre sì pronti ad accoglierlo.—Che dite?…

—Anch'io ho preparato la mia fuga.

E gli spiegò della scala di corda, e della sbarra limata, che dovea lasciarlo passare.

—Ho osservato—soggiunse—che allo scocco delle tre si mutan le guardie. Arriva qui dinanzi un picchetto di soldati. La sentinella che è sotto l'inferriata va a parlare, alla distanza d'un cinquanta passi, col picchetto…. Fa il suo rapporto, scambia alcune parole di consegna…. In otto o dieci minuti, la sentinella torna al posto…. Preparata la scala, rimossa la sbarra, in una notte buia, tempestosa, come questa, ecco lo spazio di tempo che deve servire alla mia fuga….

—Ma allora potremo fuggire insieme.

—No, poichè la distanza da percorrere, per arrivare dalla inferriata sul suolo sottoposto, è assai lunga, e non si può scendere se non con molta cautela: e, quando la sentinella ritorna, bisogna essere già lontani dalla muraglia della torre.