—Come si stava bene a Mondrone, ve ne ricordate?

A Roberto batteva il cuore con veemenza.

—Quanti cambiamenti sono avvenuti…. Il duca è morto…. La sua figlia Enrica ha sposato il principe Gorreso di Caprenne…. E abita Napoli…. Si parla molto di lei….

—In qual modo?

—Anche qui in Calabria è voce popolare che essa sia l'amica del Re…. Si discorre continuamente del suo lusso, de' suoi sfoggi, delle sue feste…. È certo la donna più famosa di Napoli…. e si può dir la più bella….

—E il marito?

—Uno de' primi signori di Napoli: ma…. uomo poco scrupoloso…. Perchè la moglie fosse più libera alla Corte, ha accettato un'ambasciata, altri favori dal Sovrano…. Si fa pagare la bellezza della moglie, dicono, e se ne sta per anni lontano da casa sua. In Napoli tutti si beffano di lui…. specialmente i suoi antichi amici della nobiltà: alcuni lo giudicano un uomo a dirittura infame…. La principessa mena vita da sovrana: si sa che il suo patrimonio è rovinato: è facile indovinare donde attinga i mezzi per condur quella vita…. Si tratta di splendidezze inarrivabili….

Roberto non potea starsi dal far un confronto tra le sorti, sì differenti, toccate a lui e ad Enrica; dal paragonare alle splendidezze in cui essa viveva, le squallide mura, il duro letticello della sua prigione, ov'era ormai rassegnato a trascorrer tutta la vita.

—Ed Enrica ha avuto figli?—chiese Roberto, movendo tale domanda per semplice curiosità.

L'altro, che ogni tanto si accostava alle labbra il suo liquore prediletto, non rilevò la familiarità con cui Roberto avea pronunziato il nome della principessa. E, tutto acceso in volto, gli occhi lustri, continuò: