—Se ha avuto…. figli?…

Poi rimase a mezz'aria, come se il resto della frase gli facesse groppo alla gola e non gli volesse ad ogni costo uscir fuori.

—Perchè cotesto mistero?…—domandò Roberto un po' imbarazzato.

—Oh, un mistero, sì, un segreto: ma un segreto, che si confidi a me, non mi sfugge e non mi sfuggirà mai!

—Non t'intendo,—proseguì Roberto che si faceva sempre più attento.

Egli sapeva che Domenico era stato licenziato dal servizio del duca, da molti anni; qual poteva essere il segreto a lui confidato?

Una viva inquietudine s'impadronì di lui, gli entrò in cuore uno strano presentimento.

—Basta: io ti lascio!—disse Domenico,—mi sento cascare dal sonno: e ho da far visita ancora ad altri due prigionieri….

—No, no, beviamo insieme un po' di questa bottiglia, prima che tu mi lasci.

E Roberto, affannato da un pensiero, sebbene in vista ilare e distratto, toccava una bottiglia, sin allora rimasta in disparte.