—Beviamo pure!—rispose Domenico.

E i due amici propinarono.

Roberto però avea gittato soltanto una goccia del liquore nel suo bicchiere.

—Oh, davvero,—ripigliò Domenico, mentre Roberto si torturava per cercar con quale astuto espediente l'avrebbe potuto indurre a scioglier di nuovo la sua parlantina.—S'io volessi, potrei ora, con un mio segreto, compromettere una gran signora….

Non si rammentava più d'aver pronunziato il nome di Enrica.

—Potrei far minaccia, ricavar danaro…. ma…. sono stato sempre onesto, onesto…. e quest'uomo sarà sempre onesto—proseguì, con la persistenza degli ubriachi, battendosi le palme aperte sul petto.

—Sì, tu fosti sempre la perla dei galantuomini, Domenico; sei il vero tipo del popolano meridionale: buono, gaio, servizievole, espansivo…. sebbene con me oggi tu abbia voluto dimostrare una diffidenza, che mi ha offeso…. Ti ho sempre stimato molto; e mi sono assicurato, nel tempo in cui vivevamo insieme, che coloro stessi, i quali t'accusavano d'intemperanza, d'essere un po' focoso, erano invidiosi, che non vedean di buon occhio il tuo disinteresse, la tua onestà, la tua capacità a fare, e bene, tutto ciò che volevi.

Il vanaglorioso andava in solluchero: Roberto l'aveva proprio toccato dove gli doleva.

—Hai ragione…. sono stato diffidente, e a torto…. Ma si tratta di un segreto, che avevo giurato a Cristina di non rivelare: e di cui non ho fatto motto a persona viva…. Con te perchè dovrei riguardarmi?… Pur troppo, rimarrai sempre chiuso in questa prigione: e il segreto, che io ti posso rivelare, morirà qui con te…. Nella tua condizione, lo capisco, tutto eccita la curiosità…. il non soddisfarla è spesso un tormento: e non voglio io aver aggiunto un tormento alle tante tue sofferenze….

—Dunque, la principessa ha avuto figli?…