Era una bellissima giornata. Due nostri personaggi, Diana e Adolfo Venosa, parlavano insieme nel giardino che si stendeva dietro al palazzo del marchese di Trapani.
I due innamorati erano nel massimo accordo. Diana sembrava avesse del tutto dimenticato i suoi sospetti di un'intima relazione fra Adolfo e la principessa; o si fosse convinta che avea sospettato a torto.
Parlavano, parlavano l'uno all'altra, e con molta espansione.
Il bel cielo fulgido, i fiori, che mandavano i più soavi e svariati profumi, il canto di due usignuoli, il mormorare di una cascatella, il cui getto argentino scorreva nel mezzo d'un boschetto, eran propizii nel disporre alle confidenze due cuori innamorati.
Giungevano in quel punto a una estremità del giardino.
—Non comprendo,—disse Adolfo,—la tua incurabile tristezza; mi sembra che tu dovresti esser felice…. Sei ricca, circondata da tutto il lusso che si può desiderare, puoi ottenere qualunque cosa tu domandi: appartiene a te l'eredità delle ricchissime parenti di tua madre….
—Ah, appunto, e credi tu possa esser felice una fanciulla, che non ha mai conosciuto sua madre?… Se tu sapessi che cosa vuol dire il veder le altre fanciulle accarezzate, protette dalle loro mamme; il vederle sempre circondate dalle cure di esse, dal loro continuo amore…. Giorni sono ero da alcune mie amiche. Era la festa della loro mamma. Aveano disposto su un tavolino, nel salotto di lei, bellissimi regali consistenti in lavori da loro fatti di soppiatto, per procurar ad essa una sorpresa…. Eran tutte fresche, bene abbigliate. La mamma è entrata all'improvviso, anch'essa rosea e fresca; abbigliata come una fanciulla e sempre bella. Tutto in quella casa spirava contento…. La bella mammina ha visto i regali: ha gettato un grido; poi ha abbracciato e ha baciato a una a una le ragazze. E ridevano tutte insieme; e si facevano domande, si rispondevano fra la mammina e le figliuole…. E la mammina le accarezzava sempre…. Io ho pianto, come piango ora, perchè non ho mai conosciuto tali gioie…. e non le conoscerò mai…. Povera mamma mia…. Dicono che è morta, dandomi alla luce…. in una villa…. Oh!
Diana singhiozzava. E Adolfo, che era buono, sebben leggero, e l'amava, si lasciava andare anch'egli a quella commozione.
—E poi…. sono infelicissima per tanti altri motivi!—disse Diana, rompendo il silenzio, che era durato fra loro alcuni istanti e battendo in terra un piede, in segno d'impazienza.
—Motivi che tu mi tieni segreti!—soggiunse subito Adolfo con un certo piglio di risentimento.