—Non te li ho mai palesati fin ora perchè io stesso pensava che certi miei preconcetti, certe mie antipatie fossero un'ingiustizia…. Ma sento che non posso vincer nè gli uni, nè le altre, e che anzi il tempo rafforza in me certi sentimenti, certe idee….
—Ma, dunque, non potrò io saper nulla?
—Oh, sì: tu devi saper tutto: e confortarmi, consigliarmi,—rispose
Diana, abbandonando una delle sue mani fra quelle di Adolfo.
—Parla….
—In questa casa io ho paura!… La sera mi chiudo nelle mie stanze, come se fossi, invece che nella casa paterna, tra' miei peggiori nemici…. Il marchese, specialmente in certi istanti, m'ispira un certo raccapriccio…. Le sue carezze, i suoi baci mi sono un tormento…. Non sento in lui nulla di quello che una figlia dovrebbe sentire in un padre…. Egli finge alle volte di amarmi, di esser premuroso per me; si vede però l'ostentazione, lo sforzo…. Quando ho sofferto, sin da piccina, non l'ho mai veduto piangere, commuoversi come quando si vede soffrire una persona a cui si vuol bene…. Credi, oh, ho trovato assai più affetto nella principessa…. Ti rammenti il giorno in cui ebbi un po' di male in uno de' suoi salotti?… Fu la prima volta che vidi e sentii qualche cosa di veramente affettuoso intorno a me…. Così si deve stare accanto a quelli che soffrono e che si amano!
—Tu, Diana, sei una creatura perfetta….
—E per questo mi si danno tante afflizioni!—ella disse, guardando
Adolfo con una certa intenzione.
—Non credevo d'avertene mai date io,—riprese Adolfo,—ma se tu pensi altrimenti, vorrei sapere….
—Oh, tu vuoi saper troppo!
E Diana gli sorrideva: ma tornò presto a rannuvolarsi.