—Io vi ho sconsigliato più volte di gettarvi, a chius'occhi, in certi affari….—Ed era vero. Egli la sconsigliava. Ma il suo impiegato elegantissimo l'eccitava e le portava i vistosi guadagni, ch'egli stesso gli forniva per un certo tempo.

—Sembrava tutto andasse sì bene!…—osservava la principessa.

—Ma perchè—instava l'ipocrito Weill-Myot—invece di dar retta a me, che vi amo sinceramente, e che ho ormai la pratica degli affari, vi siete lasciata condurre da un giovane, intelligente, di carattere ottimo, che vede però spesso gli affari della finanza come un poeta?… Ah, mia cara, non v'è nulla che sia tanto contagioso quanto l'illusione del far denaro con molta facilità…. Tenete a mente: è difficile il far denaro e più difficile il conservarlo….

La principessa sorrideva: sperava in un modo o nell'altro si sarebbe cavata d'imbarazzo.

Un giorno, per distrarsi un poco da certe idee, per sete di nuove commozioni, si mise a pensare a sua figlia, alla figlia, che ella avea avuto da Roberto. Il suo matrimonio col principe era rimasto sterile di prole.

—Oh…. se io cercassi di rivederla?—pensò.

Ormai osava tutto: e poi, fra le tante passioni sfrenate, si svegliava in lei l'amore materno. Quando si era posta in cuore una cosa nessuno avea potere per dissuaderla. Quel puro affetto, un bacio della sua bambina, la voce, il sorriso di lei, le sembrava avrebbero consolato, in tante angustie, il suo animo. Sarebbe stata la forte, la nuova distrazione, della quale sentiva il bisogno.

Da un pezzo non vedeva Cristina.

Essa avea lasciato, morto l'abate, il presbiterio; e se n'era andata a stare in campagna col suo guardacaccia, in un punto vicino a quello ove abitava la famiglia di lui.

Benchè Cristina l'avesse lasciata in pace da sì lungo tempo, la principessa non stava tranquilla: immaginava che costei le preparasse un nuovo tiro. Guardava sempre ogni mattina fra le lettere che riceveva per veder se ci fosse un indirizzo scritto da costei: si aspettava le domandasse, d'un tratto, qualche somma vistosa: venisse a crescere le difficoltà tra le quali si dibatteva.