Il silenzio di Cristina non le era certo di buon augurio. In che modo non le avea più chiesto neppur il denaro occorrente alle spese ordinarie per la bambina? Lo anticipava ella stessa per aver diritto di sostenere d'essersi sottoposta a perdite gravi: per accrescer le spese; chi sa: per acquistare sempre maggior preponderanza su di lei e sempre più tenerla avvinta ne' suoi artigli.
Nello stordimento, fra le continue commozioni della sua vita, non ci avea più, da tempo, messo il pensiero; non si era da tempo ricordata d'esser madre, d'aver una figliuola. Ora gliene veniva il furore. Aveva l'indirizzo di Cristina: era lontana un circa dieci miglia da Napoli: a Torre Annunziata.
Ritrovò subito l'indirizzo, ella non se ne ricordava: e deliberò andare da Cristina il giorno stesso.
—Ma, sola!—ripensò.—Non mi annoierò sola, in carrozza, per tutto quel tratto di strada?
Dopo breve esitanza, risolvette invitar Diana ad accompagnarla.
—Così nessuno,—si diceva,—potrà aver sospetti su la mia gita: una scampagnata, il cui principal motivo è di far fare una passeggiata alla mia giovane amica: e intanto vado a rivedere la donna che ha avuto per anni tanta cura di me…. alla quale, crederanno, io serbo molto affetto…. Una donna scellerata!… Poichè è lei che mi ha messo nelle vene questo fuoco, che m'abbrucia; è lei che, con le sue abili carezze, m'ha posto prima nella via de' più eccitanti piaceri…. Ma, infine,—disse la principessa guardandosi in uno specchio,—non debbo esserle poi tanto ingrata!… Da che vivo, anche per frutto delle sue lezioni, ho passato più d'un bel momento!
Il suo cinismo voluttuoso la coglieva sempre di bel nuovo.
Scrisse a Diana una lettera affettuosa. Circa un'ora dopo, per risposta, Diana entrava nella stanza ov'era la principessa: le si gettava al collo tutta lieta di passar con lei la giornata.
La principessa, al bacio di Diana, si sentì subito rasserenata. Accanto a lei non poteva aver più cattivi pensieri. Se qualcuno le avesse detto che, in breve, l'avrebbe molto odiata, essa gli avrebbe dato, col massimo calore, del menzognero.
La principessa s'abbigliò alla presenza di Diana che la idolatrava, e diceva non aver mai visto una donna più bella. La principessa le mostrava le sue belle braccia, il suo bel seno, Diana ne vedeva, sotto le finissime tele, i fianchi robusti. In breve, fu abbigliata; era magnifica, seducente, col suo abito chiaro, il suo gran cappello di paglia, adorno di violette, il cui colore spiccava su un gran nastro candidissimo. Salirono in carrozza e partirono. Erano tutt'e due contente, si teneano per mano e sorridevano. Strana situazione quella della principessa! ella andava a cercare notizie della sua figliuola: ardeva di vederla e già l'aveva al suo fianco!