A poco a poco Diana prese ad amarne la franchezza e la dolcezza di modi, poichè l'una, per natura, temperava l'altra.
Ed entrarono in ragionamenti su' più varii soggetti. Diana si prestava ben volentieri a quella familiarità.
—Ho conosciuto la principessa, quando era giovinetta,—disse a un certo punto Emilio.—Mio nonno stava col padre di lei: la mia famiglia ha servito quella del duca per ottant'anni. Che buoni signori…. fino a che non è venuta questa pazzerella!…—soggiunse fra ironico e severo.
—Parlate così della principessa?
—Oh, io darei la vita per lei!—Cristina non gli avea mai detto nulla de' suoi segreti, non avea creduto prudente ispirargli i suoi odii; al contrario gli avea sempre finto gran rispetto alla famiglia del duca.—Ma l'ho veduta crescere con me, sebbene io fossi un po' più giovane, e l'ho veduta far tante stravaganze…. Le corse, le caccie della duchessina nel parco, le sue cavalcate; poichè essa maneggiava lo schioppo e stava a cavallo come i migliori tra noi: le sue visite improvvise nelle case dei contadini, a' quali faceva sempre qualche paura, o qualche dispetto, son sempre ricordate…. Era molto cattiva: percoteva, a volte, i vecchi, i bambini: un giorno io l'ho veduta con un ferro, che avea arroventato, bruciar la mano, per divertirsi, a un giovinetto contadino, che le stava sempre d'attorno: Roberto Jannacone.
—Roberto Jannacone…. l'avete voi conosciuto?—chiese Diana, la quale da molto tempo, senza che sapesse il perchè, si appassionava tanto pel disgraziato prigioniero.
—Se l'ho conosciuto? era mio camerata: un tempo, il mio migliore amico…. Ci confidavamo tutti i nostri piccoli dispiaceri, passavamo insieme le domeniche, e, negli altri giorni, ogni ora in cui fossimo liberi. Ma, dacchè la duchessina principiò a trastullarsi con lui, a volerlo a sè, a perseguitarlo, Roberto non fu più quello….
—E perchè?
—Non so: diventò taciturno, schivò ogni compagnia….
—E poi….