—Sicuro, si diceva: egli, almeno, le avea fatto e le faceva, anche in tal momento, una corte molto assidua.

—Possibile! possibile!—pensava Diana.—Come tutto si spiegherebbe! La presenza de' due uomini e di Enrica vicino al ponte nello stesso tempo…. Una disputa fra' due rivali!…

La giovinetta innocente vedeva il vero meglio di tanti altri uomini serii, pratici, come da sè s'intitolavano, che aveano studiato, discusso, ragionato tanto questo affare.

—Enrica, Enrica!—proseguiva a dir Diana fra sè.—Potrebbe ella esser consapevole di un tal delitto: e viver così tranquilla, sicura?—Ciò le ripugnava.

Ma, ammessa tale ipotesi, come tutto si spiegherebbe!… Anche il babbo di Adolfo, anche altri avrebbero avuto ragione, credendo Roberto innocente; in una mischia, il signor di Squirace era forse caduto dal ponte, senza che niuno lo spingesse, o per un urto che non gli era stato dato certo con l'intendimento di ucciderlo.

—Però,—continuava, esterrefatta, Diana nel suo ragionamento,—Enrica è stata la sola testimone sulla cui fede fu condannato quell'innocente…. Avrebbe essa potuto usar tanta crudeltà contro un uomo, il cui solo delitto era di averla troppo amata?

Volle stornarsi, per allora, da que' pensieri. Si mostrò gaia, disinvolta: guardò rapita, o finse,—era già la seconda volta che fingeva nella sua vita,—tutti i fiori che aveano raccolti.

—Ora, basta!—disse al guardacaccia.—Perchè sciupare tanta bellezza?

—Oh, ma domani, o dopo domani, signorina, saranno tutti appassiti. Meglio è,—disse il guardacaccia con una certa poesia,—che muoiano vicino a voi.

Diana sorrise di quel complimento.