—Con piacere…. se vuoi!
—Sicuro che voglio: e scriveremo intanto per darne annunzio a casa tua.
—Ma, dimmi,—esclamò a un tratto Diana.—Ti ricordi che in questo stesso salotto io una sera t'invitai a unirti con me per scoprire la persona malvagia, che avea cagionato co' suoi intrighi la perdita del povero Roberto Jannacone?…
Enrica, colta così all'improvviso, vacillò; non ebbe la forza di rispondere subito: e Diana scorse che gli occhi di lei esprimevano lo spavento.
—Non è vero,—continuava con la sua innocente baldanza,—che tu potresti dir qualche cosa su tale persona?
Il turbamento di Enrica aumentava.
Ma Diana l'attribuiva a ben altro motivo di quello che aveva: immaginava che Enrica, giovanissima, avesse avuto per Roberto qualche simpatia, forse assai viva, e il ricordo di lui forse la amareggiasse.
Ma la principessa fu scossa da un gran tremito; si pose un fazzoletto alla bocca ed uscì dalla stanza, mormorando in fretta verso Diana:
—Aspettami, aspettami!
Andò nella sua camera, le ci volle del buono a rimettersi. Quella fanciulla innocente le avea dato un colpo fortissimo, di pessimo effetto, poichè essa non era preparata a riceverlo.