Domenico fu il solo che non si svegliasse fra gli impiegati; finito il suo servizio, disteso sul pavimento di una stanza, dormiva un sonno, il sonno dell'ubriaco, da cui niun rumore avrebbe potuto svegliarlo.

Entro un'ora tutto tornò in calma.

Nel corpo di guardia, alla porta principale della prigione, vi fu un po' di chiacchierio; poi il sonno li vinse. Dormivano tutti: i custodi che vegliavano agli ultimi cancelli e i soldati. Il soprintendente li aveva riuniti, dopo che ebber visitato la prigione di Roberto, avea finto di aver sete, e così coglieva il pretesto di offrir da bere alle cinque o sei persone che potevano attraversare un suo disegno: in tal guisa somministrava loro un sottile narcotico.

Allorchè tutto fu quieto, il soprintendente andò a ricercare Roberto.

Avea parlato a tutti del decreto arrivato per l'Amoretti; avea ripetuto che verso il mattino, tornato l'ordine nella prigione, lo avrebbe messo in libertà.

Entrato nella stanza, ov'era Roberto, gli disse:

—Ecco il momento di partire. Coraggio!…

I due uomini si gettarono uno nelle braccia dell'altro. Roberto si era già acconciato addosso nuovi panni: su di un tavolino v'era un cappello a larga tesa; uno di que' tabarri, che avvolgevano tutto il corpo fra le amplissime pieghe, e di cui si gettava un lembo su le spalle per chiuderli; allora molto in uso.

—Possa tu aver fortuna, fuori di qui!…—aggiunse il soprintendente.—Dopo sedici anni nessuno ti riconoscerà più, nè in Napoli, nè altrove. Ma dimmi,—continuò,—tu mi avevi nascosto il tuo desiderio di fuggire: desiderio che deve esserti costato anni di lavoro, per tentare di effettuarlo con speranza di successo. E pensa che sarebbe accaduto, se tu fossi fuggito il primo!… Sarebbe toccata a te la sorte che ha avuto l'infelice Amoretti. Ci dev'essere un motivo, e fortissimo, perchè tu abbia avuto un sì tenace proposito di fuggire…. Qualcuno che vuoi rivedere? Una donna…. un figlio? Forse hai da compiere qualche vendetta?—E il soprintendente a tal pensiero si turbava.

—Desidero rivedere i miei calunniatori!—disse Roberto con voce terribile.—E poi mi spinge un gran pensiero d'amore, ritrovare una figlia che non conosco!