Il banchiere vedeva lo sforzo ch'ella faceva per frenar la commozione, e involontariamente gli sguardi dell'americano corsero al forziere ove era chiusa una somma, fra denari e titoli, più che dieci volte maggiore di quella domandata da Enrica.

Sentì una gioia profonda; forse in quel momento egli era padrone di quella donna, potea dominarla; aprendo quel forziere, mostrandole tutta quella ricchezza, l'alterigia di lei si sarebbe piegata…. Egli la respingeva. Nella lotta di amor proprio, a non dire di odio, che le avea dichiarato, egli usciva trionfante…. Così, almeno, si dava ad intendere!

Ma Enrica non avrebbe mai ceduto: ella era pronta ad ogni capriccio, non sarebbe però mai discesa a tal punto. Aveva per il banchiere un disgusto insormontabile; gli domandava un favore, come si domanda a un servo quel che ci occorre: senz'annettervi alcuna importanza, e sicura che avrebbe potuto restituire quello che da lui aspettava, magari procurando a lui un grosso guadagno.

A tal segno s'illudeva, non bastandole l'animo di credere a tutta la sua rovina.

Un'idea corse alla mente del Weill-Myot. E subito, egli volle rompere il silenzio imbarazzante, che già regnava fra loro.

—Mi duole,—-osservò il banchiere,—rispondere con un rifiuto. Ma,—e credeva così insinuare una idea,—io non posso più disporre neppure d'alcuni miei oggetti di gran valore…. Essi sono una garanzia, già acquisita, de' miei creditori…. Tenterò uno sforzo supremo: e, se riesco, principessa, fra poche ore sarò al vostro palazzo….

E la prese per mano, come a darle maggior sicurtà di ciò che le diceva, ma, infatti, per spingerla con un lieve moto ad alzarsi e liberarsene.

La principessa, che non era più in condizione di dirigere la sua volontà, cedette a quel moto, e si alzò: e, senza dir altro, s'accomiatava dal banchiere con il più scintillante sorriso sulle labbra.

Entrata nella carrozza, si mise a riflettere. Non volea darsi vinta così per nulla. Non era di quelle indoli che si spaventano a' primi ostacoli, e che sono sì numerose: era di quelle indoli rare che, fra gli ostacoli, si ritemprano, acquistan gagliardia, ne vivono, se non li spezzano, o ne sono esse stesse accasciate, infrante.

Di queste indoli si trovano specialmente nelle donne appassionate e negli uomini politici.